Napoli, il Preside vieta in classe il cibo portato da casa

Fonte : Tgcom24.it

Napoli, mamme contro la preside che vieta i panini in classe
“Pasto da casa? Meglio una mela o i cracker”, è la posizione della dirigente della scuola Piscicelli che difende il regolamento in materia di sicurezza e igiene. Ma i genitori vanno alla guerra delle merendine confezionate.

A ricreazione non entrano più in classe, alla scuola Piscicelli di Napoli, torte e dolci, panini e altri spuntini fatti in casa. Per motivi di sicurezza. Ingresso autorizzato solo a prodotti confezionati. E scoppia la guerra delle merendine, con le chat dei genitori che gridano “rivolta”. A innescare la diatriba il nuovo Patto educativo di corresponsabilità Scuola-Famiglia alla voce “merenda”. “Una mela è più salutare dei cracker e altro, per sicurezza e igiene”, commenta la preside a Il Mattino facendosi scudo con la sentenza della Corte Suprema di Cassazione del 30 luglio 2019 sui pasti portati da casa e consumati in aula.

La sentenza: sicurezza e igiene prima di tutto”L’ipotesi del pasto portato da casa e consumato dagli alunni in locali pubblici – recita la Suprema Corte – pone il problema dell’individuazione del responsabile della sicurezza dei prodotti”. Nessuno, dunque, può garantire sull’igiene di una fetta di torta o un panino preparati in casa. A ciò si aggiunge la questione delle allergie, mentre “sulle confezioni delle merendine sono riportati tutti gli ingredienti”, sottolinea la preside. Per la stessa ragione, via libera alla frutta sì, ma solo a quella porzionata e sigillata del supermercato.

L’appello delle mamme: “Rivediamo il regolamento insieme”Di rimando, le mamme infuriate: “Potremmo dire lo stesso riguardo i cibi confezionati”. E in tante dichiarano di non far mangiare merendine e prodotti industriali ai loro figli per “scelta etica”. Tanto più che il regolamento scolastico sembra prendere anche qualche granchio: “Brownie e muffin sono accettati – fanno presente i genitori in rivolta, – eppure sono notoriamente carichi di grassi e zuccheri”. Fino all’appello finale: “Le scelte sono da rivedere insieme”.

Ormai è diventata una guerra nelle scuole per il cibo portato da casa, ma io onestamente ai miei figli preferisco far portare come merenda qualcosa della quale conosco l’origine e gli ingredienti, piuttosto che una merendina o qualsiasi altra cosa di confezionato.

Io sto con le Mamme di Napoli.

AIFA ritira un lotto di medicinali a base di Ranitidina

Fonte : tgcom24

Rischio impurità cancerogena, lʼAifa ritira farmaci con ranitidina | Molti sono prodotti per problemi gastrici
Una decisione a scopo precauzionale per ridurre al minimo i rischi per i pazienti

L’Aifa ha disposto il ritiro dalle farmacie e dalla catena distributiva di tutti i lotti di farmaci con il principio attivo ranitidina (utilizzato per trattare problemi gastrici come l’acidità) prodotto dall’officina Saraca Laboratories Ltd in India. Alla base dell’ordine di ritiro c’è la presenza di un’impurità potenzialmente cancerogena.

L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha disposto il ritiro dalle farmacie e dalla catena distributiva di tutti i lotti di farmaci con il principio attivo ranitidina che viene utilizzato per trattare problemi gastrici come l’acidità. Sotto accusa ci sono i prodotti dell’officina SARACA LABORATORIES LTD in India, a causa della presenza di un’impurità potenzialmente cancerogena. Si tratta dell’impurezza N-nitrosodimetilammina (NDMA) della classe delle nitrosammine, già trovate nel 2018 in alcuni anti-ipertensivi (sartani). L’Aifa sta lavorando con le altre agenzie per valutare il grado di contaminazione.

La decisione è stata presa in base al principio di precauzione, in modo da ridurre al minimo i rischi per il paziente, limitando l’esposizione alla sostanza potenzialmente dannosa. A scopo precauzionale, l’Aifa ha anche disposto il divieto di utilizzo di tutti i lotti commercializzati in Italia di medicinali contenenti ranitidina prodotta da altre officine farmaceutiche diverse da SARACA LABORATORIES LTD, in attesa che vengano analizzati.

Anche la Ue si muove – Provvedimenti simili sono stati assunti o sono in corso di adozione negli altri Paesi dell’Unione Europea e in diversi paesi extraeuropei. La ranitidina è un inibitore della secrezione acida utilizzato nel trattamento dell’ulcera, del reflusso gastroesofageo, del bruciore di stomaco e di altre condizioni associate a ipersecrezione acida ed è commercializzata in Italia sia come medicinale da prescrizione medica, sia come medicinale di automedicazione, in compresse, sciroppi o soluzioni iniettabili per uso endovenoso.

La NDMA è classificata come sostanza probabilmente cancerogena per l’uomo dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sulla base di studi condotti su animali. E’ presente in alcuni alimenti e nelle forniture di acqua, ma non ci si attende che possa causare danni quando ingerita in quantità molto basse.

“Non sospendete il trattamento, chiamate il medico” – L’Aifa consiglia i cittadini, se in trattamento con un medicinale a base di ranitidina prescritto dal medico, di non sospendere il trattamento, ma di consultare il medico il prima possibile per un trattamento alternativo (un altro medicinale diverso da ranitidina indicato nel trattamento delle condizioni in cui lo stomaco produce quantità eccessiva di acido).

Questi i farmaci ritirati – Sono complessivamente 195 i lotti di farmaci contenenti il principio attivo ranitidina ritirati dal mercato. In particolare, si tratta di alcuni lotti di questi farmaci:
– RANITIDINA HEX (150 MG E 300 MG)
– RANITIDINA RATIOPHARM (150 MG E 300 MG)
– RANITIDINA MYLAN GENETICS 150 MG E 300 MG)
– RANIDIL SCIROPPO
– ZANTAC COMPRESSE (150 MG E 300 MG)
– ZANTAC FIALE 5 ML
– ZANTAC COMPRESSE EFFERVESCENTI (150 MG)
– RANITIDINA AUROBINDO ITALIA (150 MG E 300 MG).

Associazioni consumatori sul piede di guerra – L’associazione dei consumatori Codacons annuncia intanto di essere pronta a “scendere in campo a tutela dei pazienti italiani cui siano stati somministrati farmaci contenenti il principio attivo Ranitidina ora ritirati dal mercato”. L’associazione chiede inoltre al Ministero della salute di “accertare se vi siano stati ritardi o falle nei sistemi di sicurezza sui farmaci prima di giungere ai provvedimenti adottati oggi dall’Aifa”.

Morta a 13 anni per obesità: «La madre la nutriva solo con cibo spazzatura»

Fonte : Leggo.it

Morta a 13 anni per obesità: «La madre la nutriva solo con cibo spazzatura»

Muore a 13 anni a causa dell’obesità senza che la madre abbia fatto nulla per aiutarla. Un’adolescente è stata nutrita esclusaivamente con cibo da asporto da fast food per anni, senza che la mamma si preoccupasse del suo peso o che facesse attività sportiva. La ragazzina ha sviluppato un’obesità tanto grave da ucciderla anche in tenera età.

La donna, di Manchester, è stata accusata di aver fatto del male alla figlia. Non solo le dava costantemente da mangiare cibo spazzatura, ma non le ha mai nemmeno fornito un kit necesessario per fare attività sportiva a scuola. Pare che la ragazzina, descritta da tutti come una persona solare e sorridente, fosse arrivata a pregare gli insegnanti di non dire alla madre che faceva esercizio fisico durante le ore scolastiche.

Quando le è stato chiesto del peso della figlia, la donna ha risposto che era pigra e grassa. La ragazzina era stata ricoverata in ospedale, proprio perché l’obesità aveva avuto delle conseguenze sulla sua salute, ma in ogni circostanza la donna si è mostrata aggressiva nei confronti della figlia fino a quando la 13enne non è morta. Il cuore della ragazza era troppo appesantito, ma i medici non sono stati in grado di effettuare un trapianto proprio a causa del suo peso. Ora la madre è a processo e rischia il carcere.

Mangia solo patatine e carne : teenager Inglese diventa cieco e sordo

Fonte : tgcom24.it

Un ragazzino di Bristol si è presentato dal medico a 14 anni accusando stanchezza: a 17 la sua vista era compromessa a causa di carenza di vitamine e minerali.

Un caso incredibile riportato dal Bristol Eye Hospital nei suoi “annali di medicina interna”. E’ quello di un teenager inglese rimasto cieco e sordo a causa della dieta, che ha portato avanti per anni, che prevedeva unicamente patatine, pane bianco, prosciutto e salsiccia. Il ragazzo ha ammesso di aver sempre evitato frutta e verdura. La conseguenza è stata una fatale carenza di vitamine e minerali.

Dal medico a 14 anni – Il ragazzino si era presentato dal medico per la prima volta a 14 anni dicendo di sentirsi stanco. Da lì ha iniziato a subire una lunga serie di esami che hanno evidenziato bassi livelli di vitamina B12 e una anemia macrocitica, una condizione che rende i globuli rossi più grandi del normale. Una condizione che si pensava fosse dovuta a una dieta troppo selettiva. Così al giovane sono state fatte inieizioni di B12 e gli sono stati dati consigli per una dieta bilanciata. Ma dopo un anno si è ripresentato dal medico con vista e udito fortemente compromessi.

Cieco a 17 anni – E, secondo il rapporto del Bristol Eye Hospital, all’età di 17 anni “la vista del paziente era progressivamente peggiorata fino alla cecità”. Solo a quel punto il ragazzino ha confessato di aver sempre evitato determinati cibi mangiando solo patatine fritte, Pringles, pane bianco, fette di prosciutto lavorato e salsiccia. “Al momento della diagnosi delle sue condizioni, il paziente aveva una vista permanente alterata”, afferma il rapporto. Indagando sulla nutrizione del ragazzo, i medici hanno scoperto carenze di vitamina B12 e vitamina D, una ridotta densità minerale ossea e bassi livelli di rame e selenio.

Una rarità nei Paesi sviluppati – Il rapporto del Bristol Eye Hospital sostine che “i rischi di cattiva salute cardiovascolare, obesità e cancro associati al consumo di cibo spazzatura sono ben noti, ma una cattiva alimentazione può anche danneggiare permanentemente il sistema nervoso, in particolare la vista”. E’ una cosa che raramente succede nei Paesi sviluppati essendo in genere tipica di Paesi con alti livelli di povertà e scarse risorse alimentari. Si tratta di una condizione potenzialmente reversibile se curata in anticipo. Ma se non trattata, porta, appunto, alla cecità permanente