28 aprile 2019 : dalla pizza al pronto soccorso in 3 ore

Pizza prosciutto e funghi
Pizza prosciutto e funghi

Dopo 28 giorni di dieta era giusto concedersi una “pausa” ed ho scelto di staccare mangiando una pizza da asporto dalla pizzeria dove la abbiamo sempre presa. Con la pizza ho preso anche 2 porzioni di patatine fritte per i bambini ed avendo preso 5 pizze da asporto alla fine ci è spettato anche l’omaggio che questa pizzeria concede, che questa volta è stato una scatolina con della frittura mista all’italiana.
Salito in macchina naturalmente, entrato nel giro dello “sgarro” mi sono mangiato subito lo scatolino di frittura mista all’italiana (fredda) e non contento ho affondato ripetutamente le mani nelle scatole delle patatine fritte dei bambini (porzioni molto abbondanti).
Quindi arrivato a casa ho cominciato a mangiare la pizza (onestamente avevo già lo stomaco pieno

I resti della pizza
Quel che resta della pizza

Ero talmente pieno che in primis non sono riuscito a mangiarla tutta, poi cosa che non mi era mai accaduta, non sono riuscito a mangiare nemmeno il cordone, anche la mamma dei bambini ha trovato la cosa molto strana ma non ci abbiamo dato peso in quanto era la prima volta che facevo un carico di carboidrati del genere dopo 28 giorni. Alla fine del pranzo, dopo aver guardato un pezzettino di gran premio dell’Azerbaijan sul PC ho continuato a guardarlo sul televisore e lì mi sono addormentato.
Mi sono risvegliato in torno alle 16.30 e subito ho capito che c’era qualcosa che non andava perchè avevo un dolore di pancia localizzato tutto nella parte destra, cerco di capire di cosa si tratta, ma il dolore è troppo forte tanto da impedirmi di camminare. Mi stendo, vado in bagno ma niente, il dolore non passa.
Dopo qualche minuto vado a chiamare la mamma dei bambini che intanto stava riposando giù e le dico di non star per niente bene e di essere in preda ad una colica enorme, dopo avermi cazziato perchè l’avevo svegliata mi dice di stendermi sul divano. Passata un ora il dolore non passa, nel frattempo dopo aver bevuto un paio di bicchieri di acqua vomito due volte e allora decidiamo di andare al pronto soccorso.
Accettazione al triage alle 18.43, nel frattempo dopo che mi hanno assegnato il codice (bianco) vomito per altre due volte nel pronto soccorso, e alle 19.15 finalmente vengo chiamato in ambulatorio.
L’infermiere mi prende la vena e subito mi fanno il prelievo del sangue, mi prendo la pressione e cominciano a farmi dei farmaci (Fentanest) che come primo affetto hanno quello di farmi passare il dolore.
Arrivano le analisi del sangue, tutte nella norma, tranne la glicemia che è a 288 (probabilmente ho vomitato anche i medicinali presi dopo pranzo), ma essendo i globuli bianchi e la PCR nei limiti escludono una qualsivoglia infezione e la Dottoressa pensa ad una colica renale. Intanto per far scendere la gicemia mi fanno 5 unità di insulina e mi mandano a fare l’ecografia, che oltre a mostrare il solito fegato steatosico, non mostra nulla di strano nei reni.
Alla fine arrivo a casa intorno alle 22.00 dopo le dimissioni, faccio lo stick della glicemia 230, a questo punto mangio un uovo sodo e prendo la terapia per la glicemia, il dolore intanto è tornato e mi impedisce di dormire bene. Alle 2.40 sono già in piedi, chiudo la porta della camera da letto per far dormire la mamma dei bambini che il mattino dopo deve andare al lavoro e torno sul divano per provare a dormire, ci riesco ma dormo malissimo ed al mattino sono talmente uno straccio che decido di non lavorare.

Continua…

Il diabete 2 può regredire se si perde molto peso

Riporto questo articolo del Corriere della Sera che anche se un pochino datato (20 aprile 2018) mi sembra abbastanza interessante, in quanto conferma la mia teoria e lo scopo per il quale mi sono imbarcato in questo percorso, ovvero perdere tanto ma tanto peso per abbassare o addirittura eliminare l’assunzione di farmaci giornalieri.

Dal diabete si può tornare indietro? Sì, se si tratta del diabete di tipo 2, quello che spesso si manifesta soprattutto in chi è sovrappeso o obeso: in questi casi perdere i chili di troppo può far regredire la malattia fino a eliminare la necessità di farmaci e potersi dire sostanzialmente «guariti». Ne è convinto Roy Taylor, docente di malattie del metabolismo all’università di Newcastle, in Inghilterra, che da anni cerca di capire come e quanto sia necessario dimagrire per riportare indietro liberarsi del diabete di tipo 2: il suo ultimo studio, pubblicato di recente su The Lancet, dimostra che è possibile farlo per quasi un paziente su due, a patto di mettersi a dieta stretta.

Lo studio
Il ricercatore ha coinvolto circa trecento diabetici adulti con una diagnosi da almeno sei anni, che non erano in cura con insulina ed erano sovrappeso od obesi; quelli che hanno seguito una dieta rigida per tre-cinque mesi, seguita da una graduale reintroduzione dei cibi e poi un’alimentazione di mantenimento, dopo un anno avevano perso quindici o più chili. Grazie a questo alleggerimento, in circa un caso su due hanno visto normalizzarsi la glicemia e hanno potuto dire addio ai farmaci che stavano assumendo: un risultato eccellente, anche se a prezzo di non pochi sacrifici visto che la dieta d’attacco dei primi mesi è quasi da fame, con una media di 850 calorie al giorno (ed è già un successo rispetto alle prime sperimentazioni di Taylor, che proponevano regimi da 6-700 calorie al massimo).

Mantenere il risultato
«Il diabete di tipo 2 è una condizione potenzialmente reversibile, almeno per i pazienti che ancora riescono a rispondere all’insulina – ha sottolineato Taylor -. L’importante è riuscire a perdere peso e non riacquistarlo: mantenere il risultato raggiunto è vitale, perché altrimenti si torna punto e accapo. Tanti per esempio dimagriscono i primi mesi, poi perdono la motivazione e tornano alle vecchie abitudini vanificando gli sforzi e ritrovandosi di nuovo la glicemia alta». Bisogna tenere duro e naturalmente farsi seguire da un nutrizionista per non rischiare carenze, ma poi si viene ripagati come conferma Giorgio Sesti, presidente della Società italiana di diabetologia (Sid): «Una drastica riduzione del peso può consentire di ridurre o addirittura sospendere i farmaci anti-diabete e, se non “azzera” la malattia, certamente consente di tenerla meglio sotto controllo. Nei diabetici di tipo 2 normopeso invece la dieta dimagrante non funziona, perché c’è spesso un danno irreversibile al pancreas».

La ciccia «dentro»
Resta il fatto che un’alimentazione sbagliata anche in questi casi può fare male, perché come ha dimostrato una ricerca recente su gemelli sovrappeso e normopeso la risposta metabolica a cibi poco sani è la stessa per tutti e favorisce i meccanismi che alimentano il diabete, dalla resistenza all’insulina all’incremento della glicemia. Inoltre a volte chi non ha problemi di bilancia ha comunque un girovita un po’ ampio, primo segnale di un accumulo di grasso all’interno, il più dannoso: la ciccia «dentro» infatti soffoca organi fondamentali per il metabolismo come il fegato e il pancreas. «Quando il grasso è dove non deve stare, ovvero sugli organi interni, ne pregiudica il funzionamento: per questo la “pancetta” è pericolosa a prescindere dal peso – sottolinea Sesti -. Il fegato grasso produce più glucosio, il pancreas non sintetizza abbastanza insulina, le cellule muscolari quando sono circondate di grasso consumano meno glucosio: tutti meccanismi che contribuiscono allo sviluppo del diabete».

Migliore sensibilità all’insulina
Eliminare la ciccia significa liberare le cellule e consentire loro di tornare più sensibili all’insulina e quindi usare meglio il glucosio disponibile, facendo sforzare meno il pancreas, che riprende a produrre l’ormone in quantità adeguata: in pratica se questa ghiandola ha ancora una funzionalità residua, dimagrendo è possibile recuperarla e far regredire la malattia. Taylor sostiene peraltro che esista una soglia individuale di grasso, una quantità di adipe che ciascuno di noi riesce a tollerare senza che il metabolismo ne risenta (e che spiegherebbe perché alcuni obesi non sono diabetici): superata la soglia subentra una tossicità da grasso e si sviluppa la malattia. L’obiettivo della dieta è quindi tornare al di sotto del limite massimo di adipe e pare che per gli obesi e i sovrappeso il numero «magico» sia la perdita di almeno quindici chili, se non proprio il ritorno al peso forma.

Mangiare meno e muoversi di più
Ma quel che conta per tutti, anche per chi ha solo la pancetta, è dimagrire «dentro», sul pancreas appunto, per consentirgli di tornare a funzionare. Come riuscirci? «Non esistono tecniche specifiche per perdere grasso selettivamente sugli organi interni, ma un dimagrimento generalizzato è efficace – risponde Sesti -. Mangiando meno e muovendosi di più le cellule recuperano l’energia di cui hanno bisogno attingendo ai trigliceridi delle cellule adipose, che vengono quindi mobilizzati e riassorbiti dai tessuti come fonte energetica». La strategia giusta perciò non passa solo da una dieta stretta, ma anche e soprattutto dall’esercizio fisico aerobico protratto: dopo i primi venti minuti di corsa, per esempio, l’organismo deve attingere agli acidi grassi per avere energia e i primi depositi a cui si rivolge sono proprio gli accumuli inappropriati di tessuto adiposo negli organi interni. L’attività fisica perciò «detossifica» e favorisce la lipolisi (eliminazione delle cellule grasse), anche dai depositi viscerali.

26 aprile 2019 : l’asciugatrice rumorosa

Grafico andamento glicemia al 26 aprile 2019
Grafico andamento glicemia al 26 aprile 2019

Ho appena terminato la mia sessione quasi giornaliera di cyclette, stamattina mi sono limitato a 27′ e stavo pensando ad una cosa che avrebbe potuto destabilizzarmi accaduta nelle ultime settimane e che invece, strano a dirsi non mi ha innervosito a tal punto da costringermi ad attaccarmi al frigo.
Tutto comincia circa due settimane orsono, quasi all’inizio del mio percorso, un periodo che per quanto mi riguarda è tra i più “delicati” in quanto si è ancora in preda ad aggiustamenti matabolici che possono portare a momenti di nervosismo i quali possono poi sfociare in attacchi bulimici.

Veniamo al dunque, da due settimane la mamma e la nonna dei bambini mi stanno letteralmente frantumando gli zebedei perchè a loro dire a fine ciclo l’asciugatrice farebbe uno strano rumore.

Dopo aver chiesto più volte di “registrare” il rumore per poterlo eventualmente identificare e sottoporre all’analisi del tecnico. Il caso ha voluto che proprio nei giorni scorsi abbiamo dovuto chiamare la ditta che ci ha installato l’asciugatrice per la manutenzione triennale.

Abbiamo preso l’asciugatrice a gas circa 6 anni fa, quando stavano per nascere i bambini, in quanto si prevedeva una grande mole di cicli di lavatrice e quindi c’era la necessità di una rapida asciugatura.

Per fortuna in 6 anni l’abbiamo usata veramente poco in quanto abbiamo asciugato quasi sempre utilizzando i fili stesi a sud della casa i quali prendono il sole per tutta la giornata.

Ma veniamo al rumore, arriva il tecnico, accende la macchina ma per lui non c’è nessun rumore anomalo, la tiene accesa qualche minuto ma per lui non c’è assolutamente nessun problema. A questo punto per non lasciare niente al caso ci cambia i cuscinetti che se usurati potevano causare qualche rumore.

Due giorni dopo l’intervento del tecnico, la nonna dei bambini viene a dirmi che il rumore c’è ancora, naturalmente la tranquillizzo riferendole che il tecnico aveva detto che la macchina si poteva utilizzare senza alcun problema. A questo punto rinnovo l’invito a registrare il rumore.

Dopo qualche giorno, finalmente la mamma dei bambini riesce a registrare il rumore

Eccolo il “fantomatico” rumore che la nonna dei bambini sentirebbe quando l’asciugatrice è in funzione, quella specie di cicalino che si sente all’inizio dell’audio.

Già, un cicalino, perchè proprio di quello si tratta, dopo avergli inviato il file audio il tecnico mi risponde che per lui quello è il cicalino di fine ciclo e che si può eliminare semplicemente girando la manopola del “volume” tutta a sinistra.

Un cicalino, scambiato per un chissà quale pericoloso rumore aprirebbe una discussione sulla sanità mentale di certe persone, per fortuna da 26 giorni a questa parte tutti i problemi me li sto facendo scivolare addosso e vado diritto per la mia strada e punto al mio obiettivo che rimane quello di avvicinarmi o addirittura scendere sotto i 100kg per l’inizio delle vacanze estive.

Il percorso procede benissimo, nessun sgarro glicemico, infatti il valore della glicemia a digiuno si sono notevolmente abbassati e si mantengono su valori per il momento accettabili nell’attesa che il carico glicemico scenda e con esso scendano anche le misurazioni a digiuno. il grafico delle misurazioni a digiuno è in alto a sinistra.

Pasqua e Pasquetta 2019, due giorni di totale rinuncia al cibo

Questa foto è la sintesi dei due giorni appena passati, ovvero la Pasqua e la Pasquetta, dove tutti o quasi tutti si danno a bagordi di ogni genere e con sulle tavole ogni prelibatezza.

Cosa mi è mancato sulla tavola in questa 2 giorni di Pasqua ? Sicuramente le cose buone della mia regione, ovvero il casatiello e la pastiera, ed in particolar modo quelli preparati da Nonna Rosa che sono qualcosa di spettacolare.

Ed invece quest’anno ho dovuto rinunciare a tutto questo, sia per sistemare la glicemia (poi dopo affronterò l’argomento glicemia a digiuno), sia per quanto riguarda il discorso percorso alimentare, ho intenzione di arrivare al 6 di luglio in torno ai 100kg e voglio centrarlo senza tentennamenti.

Naturalmente mi sono fatto del male, andando a guardare sulla bacheche degli amici le foto delle loro abbuffate e delle loro grigliate, specialmente per queste ultime ho provato una invidia mostruosa in quanto vivendo con una vegetariana rompicoglioni organizzare una grigliata diventa una impresa da “mission impossible”.

La glicemia a digiuno stamattina era a 129, un pochino più alta rispetto alle misurazioni degli ultimi giorni, ho però subito trovato il motivo, ieri sera ho cenato molto presto e quindi ho preso la terapia prima del solito, stamattina invece mi sono svegliato all’incirca alle 7.30 e quindi le 12 ore di emivita del medicinale era bella che passata restando “scoperto” nella copertura.

Come direbbe qualcuno “ed anche Pasqua ce la siamo tolta dalle palle”, quest’anno non mi sono concesso nemmeno uno “sfizio”, nemmeno uno “sgarro”, sono stato ligio alla dieta, domenica prossima però mi concederò la pizza, già pianificata da 2 settimane.

21 Aprile 2019 : la visita dalla diabetologa

Oggi 21 Aprile 2019, si festeggia la Pasqua di Resurrezione.

Questo “viaggio”, questo nuovo percorso che ho intrapreso vuole essere in un certo senso una resurrezione, una rinascita, una riscossa personale verso il pieno recupero non solo di un peso ideale, ma anche di un recupero dei valori glicemici alla normalità e quindi una riduzione delle pillole che prendo durante il giorno.

Già, la terapia che la diabetologa, la Dott.ssa Brun deve rivedere e rinnovare ogni anno, e magari in base anche ai nuovi valori delle analisi del sangue rivedere e correggere.

Al momento la mia terapia prevede :
al mattino prima di colazione : 1 diamicron da 30 a rilascio modificato, 40 mg micardis
al mattino dopo la colazione : 1 metformina 1000
dopo pranzo : 1 janumet 1 cardioaspirina
dopo cena : 1 janumet

Lo janumet è un farmaco ospedaliero, quindi per averlo è necessario il piano terapeutico che la diabetologa deve compilare e che deve essere trasmesso al medico di base.

Piccola break news : appena misurata la glicemia post prandiale, molto buona 98.

Dicevo il piano terapeutico deve essere compilato dalla diabetologa, dopo aver visto le analisi del sangue, quello vecchio era scaduto all’inizio di quest’anno e così abbiamo preso appuntamento con la Dottoressa Brun per sottoporle le nuove analisi.

Sono andato all’appuntamento martedi 16 aprile, ero cosciente del fatto che con quel disastro di analisi, con l’emoglobina glicata a 89 non potessero uscire “fiori” dalla bocca della Dottoressa, alla quale quei valori non sono proprio piaciuti, e che ha sottolineato il fatto che i valori alti del fegato possano essere la conseguenza di uno scompenso metabolico dovuto alla glicemia alta da troppo tempo.
Durante la chiacchierata mi ha prenotato due esami che dovrò eseguire nelle prossima settimane, una visita podologica per controllare lo stato dei piedi (nei diabetici è una comune complicanza il cosiddetto “piede del diabetico” e un eco doppler ai vasi del collo, esame che ho già eseguito qualche anno orsono.
Abbiamo anche parlato delle nuove terapie ed in particolar modo di una puntura da eseguire sulla pancia una volta alla settimana e che non solo contribuisce a tenere bassa la glicemia, ma attenua il senso di fame con una perdita di peso stimata annua intorno ai 3-4 kg.
Però alla fine abbiamo deciso di restare sulla terapia attuale, almeno per il momento dove sto cercando di tenere sotto controllo non solo la glicemia, ma anche la mia alimentazione.

Oggi sono 21 giorni che non faccio sgarri “glicemici”, che non tocco un pezzo di dolce o di cioccolata (anche se è Pasqua e per casa di cioccolata ne sta girando parecchia) ed i risultati al mattino si vedono, infatti siamo passati dal 208 del 5 aprile al 112 di questa mattina che è un valore di tutto rispetto.

Tanto è cambiato e tanto deve ancora cambiare, devo cominciare a muovermi un pochino di più, i 30-40 minuti di cyclette al giorno servono per stare sempre fermo ma non servono per aiutare il dimagrimento che è l’obiettivo primario che ho in testa per l’inizio delle vacanze estive fissato per il 6 luglio 2019.

Buona Pasqua!!!

13 aprile 2019 : le analisi del sangue

Negli ultimi giorni non ho scritto nessun post, non perchè le cose andassero male, anzi ad oggi ho un clean sheet di 13 giorni di fila senza sgarri di alcun genere.

Quindi alla fine del post pubblicherò i diari degli ultimi 3 giorni, mi sto mantenendo ta le 1200 e le 1300 calorie e onestamente non ho attacchi di fame da farmi spazzolare il frigorifero.

Giovedi mattina ho fatto il prelievo del sangue per le analisi che dovrei fare periodicamente, era un pochino che non le facevo, penso dal settembre 2018 quando in ospedale mi hanno rivoltato come un calzino per poi alla fine diagnosticarmi la polmonite. Avrei dovuto farle tra un paio di settimane ma siccome c’era la possibilità di farle subito allora ne ho approfittato.

Sapevo che i risultati non sarebbero stati buoni, ma nemmeno disastrosi come quelli che poi alla fine si sono rivelati, tanto da vedermi costretto a prendere un appuntamento urgente con la diabetologa per martedi prossimo.

Vediamo i valori “sballati”.

Glicemia : 164
Emoglobina Glicata : 89
Colesterolo HDL : 37
P-AST (Transaminasi GOT) : 56
P-ALT (Transaminasi GPY) : 79
Acetone nelle urine.

Se i primi 3 valori sapevo benissimo potessero uscire alti, non mi aspettavo in verità che anche i valori del fegato uscissero alterati. La diabetologa afferma che tali valori siano causa di uno scompenso metabolico dovuto alla glicemia scompensata.

Quando ho letto le analisi, non potevo credere in che stato mi ero ridotto, mesi e mesi di omesso controllo e di sgarri glicemici più o meno gravi hanno contribuito a tutto questo.

Bisogna quindi che adesso si cambi totalmente rotta, evitando qualsiasi tipo di abuso alimentare che noi sia “pianificato” (esempio il 28 aprile già so che mangeremo la pizza) e che dopo sia seguito dal brusco ritorno alla normalità.

Cosa mi ha spinto a lasciarmi andare in questo modo ? Non lo so, oppure ho paura di saperlo, quello che è certo è che la strada adesso intrapresa non si deve abbandonare per nessun motivo. Il cambio di rotta c’è stato e tale deve rimanere.

Ripeterò le analisi il prossimo mese, nel frattempo tra 2 settimane ripeterò il solo esame dell’emoglobina glicata in farmacia per capire se sta scendendo.

Diario alimentare del 11 aprile 2019
Diario alimentare del 11 aprile 2019
Diario alimentare del 12 aprile 2019
Diario alimentare del 12 aprile 2019
Diario alimentare del 13 aprile 2019
Diario alimentare del 13 aprile 2019

10 aprile 2019 : i colloqui con le maestre

Oggi mi è toccato andare a scuola per fare i colloqui con le maestre dei bambini, non ho capito perchè sono arrivato a scuola con una angoscia ed un ansia manco se dovessi affrontare un esame di stato o un esame universitario.

Come al solito sono arrivato 15 minuti prima dell’appuntamento e nell’attesa di entrare l’ansia si è presa possesso delle mie emozioni e sono partite la solita tachicardia e le solite palpitazioni.

Quando sono in questi frangenti cerco di avere sempre con me sia una bottiglietta d’acqua, le compresse di homeogene 46 e l’estratto madre di biancospino per una terapia d’urto, oltre allo smartphone che può essere sempre utile in questi frangenti.

Come ciliegina sulla torta è anche iniziato a partire un attacco di panico, a questo punto a differenza delle altre volte non mi sono lasciato andare, sono uscito un attimino nel cortile della scuola, ho fatto tanti bei respiri profondi per calmare la tachicardia e le palpitazioni, ho bevuto qualche sorso d’acqua ed ho provato a chiamare qualche persona cara senza ottenere risposta, magari parlare mi avrebbe distratto.

Ad un certo punto la persona che era prima di me è uscita ed è toccato a me entrare, l’attacco di panico lo avevo domato, mi sono seduto ho bevuto un altro paio di sorsi ed a questo punto mi sono rilassato e mi sono calmato.

E’ una grande vittoria che l’attacco di panico sia stato solo accennato e che alla fine sia riuscito a domarlo, in altri periodi mi sarei lasciato andare e non so proprio come sarebbe andata a finire.

Il colloquio con le maestre è andato benissimo, i bambini apprendono bene e nonostante siano anticipatari non hanno alcun gap rispetto ai loro compagni di classe, solo il maschietto in classe negli ultimi giorno è un pochino distratto, siamo ad Aprile, probabilmente sono stanchi e credo che le prossime vacanze Pasquali con tutti i ponti che ci sono dopo possano solo aiutarli a recuperare le forze sia fisiche che mentali.

La giornata dal punto di vista alimentare è andata benissimo, nessuno sgarro, ho rispettato il piano e la glicemia, anche quella a digiuno piano piano comincia ad avere valori più accettabili. Come al solito in fondo al post c’è il diario alimentare della giornata.

Diario alimentare del 10 aprile 2019
Diario alimentare del 10 aprile 2019